Monumento ai caduti sul lavoro di per il Comune di La Spezia

Marmo Bardiglio e marmo di Carrara (due elementi 90x180x250; 250x90x180 cm)

Nel 1990 Elisa Corsini vince il concorso per il Monumento ai Caduti sul lavoro indetto dall’ ANMIL (Associazione Nazionale mutilati Invalidi del Lavoro). Il comune di La Spezia mette a disposizione l’aiuola in piazza Caduti per la Libertà su cui oggi erige la scultura. L’opera è stata eseguita presso i laboratori Angeli di Querceta. Poggia su una pavimentazione in cubetti di porfidio grigio e si compone di un elemento orizzontale in marmo bianco di Carrara e di uno verticale in marmo Bardiglio.

L’ artista racconta:

"il punto di partenza è la figura. Quando ho realizzato questo marmo, non potendo entrare nei particolari, a cui, necessariamente, avrei dovuto dare un ordine, e quindi bisognava essere più contenuti nelle proprie invenzioni; ho realizzato questi piani, che in realtà sono tutte delle forme geometriche organiche, sono tutte,nell’insieme antropomorfe. Poi ho sintetizzato tute queste cose ed è divenuto un gioco di piani, di vuoti, di volumi, di linee, che si sono trasformate nella scultura che è il significato di un sentimento .

"Come puntualizza l’artista," due semicerchi contrapposti delimitano lo spazio della piccola piazza all’interno dei giardini, definendo luogo dell’intervento; ai due elementi scultorei è affidata la funzione di simboleggiare l’ interrompersi del normale svolgersi della vita e al limite estremo condurre alla morte. la porta del tempo contiene una meridiana spezzata che sta ad indicare il tempo “reale” interrotto da un evento tragico; attraverso il “ taglio” verticale nel fondo della porta si intravede la “figura adagiata” che suggerisce il “trasmutare” da uno stato vitale ad un altro. Quindi Elisa Corsini continua “ Ritengo che erigere un “monumento” debba essere in primo luogo un atto d’amore. in questo caso particolare è un atto di riconoscenza rivolto a coloro che hanno contribuito e contribuiscono alla costruzione di una società che dovrebbe essere fondata sul lavoro, sempre a troppo rischio della propria vita. Ho pensato che fosse giusto pensare ad un segnale fortemente caratterizzato ed emergente nel paesaggio cittadino, ma contemporaneamente un luogo di serena riflessione. Spero che il mio lavoro sia una presenza, un pretesto, un occasione per riflettere sul mistero della vita e della morte senza indulgere nel dramma. Voleva essere un insistere sulla maggiore attenzione di tutti sull’inutile spreco di vite causato non solo dalla fatalità, ma spesso anche dalla disattenzione alla cultura della sicurezza.

Un concorso per una scultura dedicata alla memoria di qualcuno, in cui grande attenzione è rivolta al significato stesso che contiene l’opera e al messaggio che viene dato allo spettatore. L’artista, lavorando così sul tema proposto, ne ha dato un’interpretazione personale, ma efficace per tradurre in concreto un pensiero che può venire condiviso dalla maggior parte del pubblico, anche se la scultura segue criteri astratti. “ Tutto ciò che noi facciamo, disegnando, lavorando, è un’astrazione dalla nostra fantasia e dalla realtà. Quindi “astratto” dovrebbe rappresentare un sentimento senza essere una figurazione realistica”. Elisa Corsini prosegue: mi piace moltissimo il momento dell’invenzione, è un momento di concentrazione, anche difficile, perché bisogna pensare che sono tutti gli stimoli che affiorano e quindi è necessario saper scegliere dentro di noi quello che è più funzionale al significato dell’opera.

Quello è un momento magico. Ma anche la realizzazione è piena di tensione.”(tratto da “Astratto Monumentale, scultura contemporanea in marmo a cura di valentina fogher( testo scritto da e. corsini in occasione della presentazione del progetto per la scultura, intervista di serena vincenti luglio 2007)fondazione arkad serravezza, edizione gli ori pistoia, 2010