Il Tesoro di Ulisse

Il Tesoro di Ulisse, resta una delle opere più complesse e più affascinanti di Elisa Corsini. L’artista rilegge e reinterpreta l’essenza del mito di Ulisse; il viaggio che spesso è un inquieto peregrinare, un’infinita ricerca ed un sognato ritorno in un luogo che non sarà mai più il medesimo, poiché le vicissitudini ed il tempo trascorso, hanno cambiato il viaggiatore stesso, arricchendolo di un tesoro assai prezioso che è l’esperienza ed il ricordo.

Edith Schloss nella presentazione dell’opera “Il tesoro di Ulisse” nel 1999,scrive:

“..non lo si può leggere da nessun libro,ma il suo pensiero, la sua saggezza, la sua follia sono sparsi in tutto il Mediterraneo, nella natura e nelle testimonianze della civiltà che vi si affacciano che vi si sono sviluppate e che qua e là affiorano per indicarci la strada nel peregrinare della sua mente, a volte per conoscerla, a volte per incoraggiarla”.

La stessa Corsini racconta:

“Un viaggio verso la Sicilia ,infatti, mi ha fatto rivivere nel percorso, i miti letti al liceo nelle Metamorfosi di Ovidio, vedevo negli affreschi etruschi, in quelli romani, nelle figurazioni di vasi attici, come un grande racconto del passato nel quale viveva anche la mia storia.

Viaggiando lungo le meravigliose coste del nostro Mediterraneo con le sue isole, ho sentito la sacralità delle piante dell’olivo e della quercia, l’allegria del mirto, l’esplosione degli asfodeli, il profumo dolce dei fichi d’India in agosto, quello dei pini e poi dei ruscelli di acque limpide, piccole ed imprevedibili sorgenti in una terra ricca di humus. Le grotte che si aprono sul mare appaiono come ingressi di mondi misteriosi e attraenti. Tutto mi ha suggestionato e mi ha fatto capire e sentire di appartenere ad un mondo antico e misterioso. Ho rivissuto una sorta di viaggio, di “gioco archeologico” che facevo da bambina con le mie amichette. Consisteva nella ricerca di “ tesori”: piccole parti di suppellettili, cocci di piatti e di bottiglie…,sulla spiaggia anche di conchiglie; li deponevamo o sugli scogli o sulla sabbia levigata dalle onde allestendo quello che,per noi era la casa, infatti lo chiamavamo “gioco della casella”. Era un gioco che mi piaceva molto, lo ricorda ancora e ancora oggi,mi emoziono quando trovo un frammento decorato, un pezzetto di legno, uno straccetto di tessuto. Penso attraverso quali viaggi la risacca li ha depositati sulla spiaggia. Questo è l’antefatto lontano del lavoro iniziato nel lontano 1994,da cui è nato il Tesoro di Ulisse.”

(Tratto dal catalogo 4 espressioni per 4 artiste2005,Elisa Corsini)