Givanna Riù

nella presentazione della mostra In Viaggio Per Itaca Scrive:

Nella biografia artistica di Elisa Corsini c’è una casa particolare che costituisce il suo tutto, è la casa della memoria dentro alla quale l’esistenza prende forme che mutano in continuazione, trovano finestre per fughe e porte per ritorni. Spazio e tempo governano e sono governati. Non si deve pensare solo ad un viaggio nel suo segmento di vita, ma in quello della storia dell’umanità di cui i miti sono la traccia fossile, soprattutto bisogna immaginare le figure e i segni in cui si sono espresse le culture arcaiche., ancor prima che la parola raccontata diventasse letteratura: stupore, paura, meraviglia, la differente identità del femminile e del maschile, il ciclo della vita e della morte, le metamorfosi della natura, il bisogno degli dei per l’assoluto…

Tutto si è stratificato nella memoria del corpo e per ciascun uomo prende un significato. Il rispecchiamento di Narciso il più spericolato viaggio nella bellezza e nella conoscenza interiore.

Per Elisa Corsini nella rivisitazione del mito non c’è, però, la nostalgia disperata di un tempo perduto, ma una specie di ritrovata felicità, un invito a ripensare natura e cultura in armonia anche se la “misura” etica e l’equilibrio sembrano assenti e l’entropia pare abitare il mondo. Il tema lirico che muove la sua ricerca artistica è quella del ritorno, il titolo della mostra IN VIAGGIO PER ITACA ripensa Ulisse in un percorso allusivo - simbolico, metafora dello sradicamento dell’uomo moderno.

Il recupero del mito non è solo un espediente colto che potrebbe,forse, fare da sfondo narrativo o da pretesto per la ricerca plastica, va ben oltre, invade “la pratica scultorea” che si appropria di materiali e di modi di fare arte, arcaici: la creta ed il metallo, il modellare. L’esaltazione delle venature della pietra, l’evidenza criptica della materia con le infinite suggestioni della memoria sprofonda in un tempo che è più ampio della storia dell’uomo e, quindi, più rassicurante.

La rielaborazione del mito avviene non per la forma, ma per l’essenza, per ciò che lo travalica, il frammento vale per il tutto, l’inclusione di un elemento estraneo genera spiazzamento e fa guardare come nuova un’iconografia che sembrava nota.

Nuvole di mare, paesaggio mobile, il tesoro di Ulisse, Dafne ed Apollo, Ninfa Nereide..si profilano su filiformi architetture di metallo ad altezza di sguardo. Si fanno spazio, ambiente,storia, teatro, includendo chi guarda. Viaggiano su ruote, ognuna espressiva per se stessa, ma anche complementari. Tendono a formare universi significanti.

Sulle pareti tele che scendono fino a terra, gigantografie di disegni stralciati dai taccuini, principio dell’ideazione di ogni scultura, segno fondamentale della sua progettualità; struttura portante di ogni artista secondo la lezione dei maestri rinascimentali. Ogni atto di conoscenza è come un viaggio iniziatico(…) Ho scritto di spiazzamento e allusività: troviamo un grande nido, le uova di creta sono antropomorfizzate,il titolo dell’opera è il sogno degli Aargonauti.( giovanna riu catalogo della mostra in viaggio per itaca 2005)