intervento critico di Enrica Frediani

Il “Museo Ugo Guidi” e gli “Amici del Museo Ugo Guidi - Onlus” per la Festa della Donna, indetta dal Ministero dei Beni Artistici e Culturali, presentano la mostra della scultrice:“Elisa Corsini ritorna l’8 marzo nella casa-atelier, oggi Museo, che fu abitata da Ugo Guidi, suo insegnante di scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara, con un’esposizione personale tutta al femminile dal titolo “Le Donne di Elisa”.

Propone per l’occasione una serie di sculture inedite, in terracotta, dedicate alla donna. Ne rilegge il mito, riflettendo sull’importanza dell’apparente e dell’effimero, focalizzando l’attenzione sulla perdita di una peculiare personalità che la tradizione attribuisce alla donna, interpretando così, in chiave esistenziale, il suo ancor difficile ruolo nella realtà contemporanea.

Sono creazioni che riflettono gli atteggiamenti statici e studiati delle indossatrici che, sulle riviste di moda, posano in fascianti ed estrosi abiti per fisici perfetti, sinuosi e sensuali.

Ne nascono sculture centrate sull’armonia e l’eleganza di corpi muliebri dai volti privati d’ogni identità individuale, quali ricercati manichini, che si lasciano ammirare nella loro assoluta e anonima perfezione.

Ecco che le opere si fanno metafore di significati che esulano dalle scontate oggettività visibili per acquisire riferimenti che investono contenuti più profondi appartenenti al personale “sentire” interiore di ogni donna e di come essa desideri manifestarlo.

L’artista aderisce alla poetica cubista, uno stile già affrontato negli anni ’60, poi abbandonato in favore di un figurativo che attinge al primitivo e all’arcaico con spiccati riferimenti alla tradizione classica e colte citazioni suggerite dalla mitologia greca di cui l’artista è un’appassionata studiosa.

In questa nuova collezione Elisa Corsini recupera le esperienze scultoree precedenti mostrando una precisa consapevolezza evolutiva sul modo di operare dove la plasticità dei volumi geometrizzanti si pone in funzione della forma susseguendosi nella ritmata sovrapposizione dei piani evidenziando l’accurata ricerca che l’autrice dedica all’equilibrio dei volumi, della luce e delle ombre.”