Mostra al castello di San Terenzo di Lerici

Scrive Edith Schloss:

"La mere et l’Etrurie" presso l’Espace Bateau Lavoir di Parigi.

"Ho ammirato il suo sviluppo. Quando la conoscevo all’inizio, faceva delle lisce e tonde sculture in marmi preziosi, astrazioni di figure femminili. Erano di grande abilità professionale, erano nello stile della costa del marmo dove quasi tutti quanti erano influenzati da Henry Moore, erano opere levigate e curate, però con una pronunciata individualità. Poi lentamente cambiò. Alla sua mostra al castello di San Terenzo di Lerici, ci furono delle belle crete: come conchiglie, come semi, denti,boccioli delle maree primordiali. Dopo questo periodo combinò combinò le crete con il legno e con delle corde, materiali più legati alla terra e alla natura, più rozzi e meno duro dell’astratto marmo. Finalmente andando ad abitare nella campagna di Chiusi, dentro terra lontana dal mare, trovò altre radici, quelle dei suoi antenati del mediterraneo"

Testo di Edith Schloss, marzo 1987

Elisa Corsini, quando si alza la mattina, non solo può vedere il mare del golfo di La Spezia, ma può godere tutta la maestà del panorama delle Alpi Apuane.

Una gran parte della sua vita, passata in compagnia di quelle montagne di marmo, il richiamo della pietra luccicante fatta da miglioni di piccoli animali marini vissuti migliaia di anni fa, certamente l’hanno segnata, l’hanno influenzata ad approfondire ad ampliare le sue innate capacità di scultore.

Ma Elisa Corsini non solo vive vicino alle origini di uno dei materiali più preziosi e classici della scultura, ma anche ad un’altra forza: non sta lontana dalle valli tenebrose dove una volta una civiltà sconosciuta della lontana preistoria creava i suoi miti e faceva crescere statue suggestive e misteriose che anche oggi toccano melodie dimenticate dentro di noi: i Men – Hir della Lunigiana Queste pietre, dee o eroi, sono monoliti – unità primarie. Entità di pietra trasformata per incantare l’aria e lo spazio intorno ad esse e per penetrare il nostro inconscio. – il monolito è la scultura scultura: Da questi Men-.Hir lontani, all’Egitto, alla Grecia, al Rinascimento ecc, un filo arriva alle eleganze essenziali di un Arp o di un Brancusi.

La scultura come tutte le arti oggi non solo può pescare da tutti gli stili del passato, ma è anche in grado di scegliere fra un’infinità di mezzi, metodi e materiali nuovi: la massa della pietra o del legno può essere modificata con grandi fori, con pieghe come carta; metalli, resine, uno stesso filo la carta possono servire per arrivare a delle strutture nuove: tutto è accessibile.

Per questo il vero artista, oggi più che mai, si rivela nel rigore nitido della sua scelta.

Elisa Corsini è totalmente coerente nel suo attacco classico. Classico perché non c’è niente di spezzato nel suo lavoro, ma forme abitano dentro forme in armonia. Il monolito – uno o vari corpi uniti, in pietra o materiale moderno – danzatrici, cigni, donne ed eroi moderni – presenze vive, concrete, sono il suo soggetto . Linee tonde contrapposte a linee diritte, il morbido contro il tagliente, interventi orizzontali contro la sempre presente posizione verticale di base, creano in queste semidistruzioni monolitiche un sempre agitato ritmo di luce e forza.

I contrasti e scontri si misurano nel contesto dell’insieme. Un insieme robusto e positivo di un’immagine potente e piena. E c’è soprattutto il contenuto dinamico e coraggioso delle sculture di Elisa Corsini – che come in tutte le sculture veramente riuscite, dalla preistoria ad oggi, va oltre la sostanza ed i materiali – il contenuto dell’immagine come monumento all’energia vitale degli esseri.